lunedì 27 maggio 2013

Stronzi per legge.




<Laura Boldrini risponde al ragazzo gay: "Caro Davide, non ti lasceremo solo. L'omofobia diventerà presto un reato".>

Quando la politica ascolta le richieste della gente comune e risponde in maniera così immediata e responsabile, un solo pensiero attraversa la mia mente:

“MADIOBOIA."

E’ POSSIBILE?!
GIURO. AMMAZZO QUALCUNO.
CRISTO.
L’omofobia diventerà presto reato.
Burdelli, la psicologia ha fatto passi da gigante, lo sanno tutti che chi ha qualcosa contro gli omosessuali è in realtà ghei e timoroso di esserlo, e tutti sanno anche che se dirai a un bambino “non toccare la merda”, ci si infilerà a partire dal naso, e sappiamo anche che il 78% della popolazione mondiale è irrimediabilmente ritardata (statistiche personali).
Considerato tutto ciò, ti trovi un certo numero di persone che hanno una paura matta di essere ghei e perciò odiano i ghei.
E cosa fai?
Gli dici che è reato odiare i ghei.
Utile. Molto utile.
Visto che non ho voglia di spiegare perché una legge del genere sarebbe una cazzata inutile tenterò di accennarlo con un aneddoto inventato sul momento:

Un mese fa ho avvicinato un gruppo di militanti di forza nuova e li ho apostrofati “Guardate che il fascismo è fuorilegge!”.
Loro, che son fascisti ma quando gli fa comodo non son fascisti, mi han detto “Guarda che a norma di legge mica siam fascisti!”, e io “La legge è la legge, mica potete pensarla come volete!” e poi sputi e dito medio.
La morale è duplice: primo, se loro avessero avuto la volontà di discutere con onestà e chiarezza gliela avrei prosciugata, rendendomi colpevole di un madornale fallimento della comunicazione (grande male dei tempi moderni), secondo, ho smesso di pisciare sangue una settimana fa.

Ho comunque fatto uno sforzo e analizzato la situazione con calma, con l’aiuto di Laura Boldrini, via Skype, riporto la conversazione.

-Ciao Laura.
-Buongiorno.
-Mi dicono che sei contro l’omofobia.
-L’omofobia è una piaga, e mi schiero assolutamente contro di essa.
-Brava. Tutti dovrebbero poter fare e pensare quel che credono giusto.
-Esatto.
-Cosa proponi in proposito?
-Semplice. Faremo in modo che la legge imponga il rispetto delle scelte personali. Nessuno deve essere discriminato per il suo stile di vita, finché non nuoce al prossimo.
-Figo. Grazie.
-Grazie a lei.


Art. 3 

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.


Sono sicuro che anche voi percepite alla base della nuca una piccola fitta effervescente, quando sentite trattare questi argomenti, o quando ne discutete voi stessi, lo so perché la sento in questo momento, e ho capito cos’è.
E’ mio nonno. E’ il mio bisnonno, suo padre e suo nonno, e questa sensazione è una eco cosmica, di una centenaria rottura di coglioni, sono miriadi di paia di coglioni frantumate che vagano nel multiverso, e ci avvertono che sarebbe ora di capire che se al cuor non si comanda, col cervello ci si può parlare.

Parlare, educare, non è legiferare.

Servono meno stronzi, non piu’ leggi.




martedì 21 maggio 2013

Meraviglie e promozione.


Apparve una meraviglia, e l'uomo di fede parlò per primo "Dobbiamo ringraziare!".
Lo scienziato apostrofò "Ok, ma come è successo?" e il filosofo si chiese "Perché?".
Il poeta pensò che poteva descriverla in maniera tanto leggiadra che sarebbe stata amata comunque, ma ormai il promoter aveva mandato in stampa i flyer e per vederla (l'immagine proiettata dal vj, non quella vera) era obbligatoria la consumazione a undici euro al drink, e chi prima si poneva delle domande si rispose "Oh vabbè" e tornò a casa a gustarsi la tv del pomeriggio.