venerdì 29 marzo 2013

Affilate un cazzo.


Mi è piaciuta la proclamazione del terzo turno.
Dicono che posso scegliermi un post e attaccarlo, ed essere premiato per questo.
Bene.
Son convinto di essere piuttosto bravo a distruggere, d’altronde si sa, è più facile che costruire.
Mi ci metto subito.
I post sono un sacco, mi servo delle tag a fondo pagina per orientarmi, saltello da uno all’altro, ne leggo un sacco e penso:
“Vacca boia. E’ difficile.”
E’ difficile per lo stesso motivo che mi porta a leggere questo blog: mi piacciono gli autori.
Qualche lettore (stronzo) penserà che io stia tentando di insinuare la lingua nei loro aurei deretani, per potermi avvicinare al sacro circolo di cui fanno parte, ma non si preoccupi, che son stronzi anche loro.
Dicevo, mi piacciono gli autori di questo blog; non significa che io sia sempre d’accordo con loro, nemmeno che mi siano simpatici, più che altro apprezzo come argomentano, come scrivono.
Mi piace il come, non il cosa, e per questo è difficile attaccarli, perché sono pezzi ben costruiti.
Da qui il domandone.
Perché attaccarli?
Perché me l’han detto, il concorso, ok, ma si suppone che loro stessi apprezzino i loro post, che si scervellino per scriverli e che li consegnino dopo accurate limature.
Quindi cosa vogliono testare (sono/siamo sottoposti a un test sottoforma di post, non che sia una precisazione necessaria, volevo scriverlo solo perché è carino da pronunciare, test sottoforma di post, provateci), quanto posso colpire duro?
Vogliono qualcuno in grado di abbattere un buon ragionamento, solo perché così dice la consegna?
Si sono accorti che il novanta percento dei loro post si schiera contro omofobia, maltrattamento di detenuti e tossicodipendenti, violenza sulle donne, ipocrisia, nuovi fascismi e oppressione di diritti?
Immagino di sì.
Quindi, perché mai dovrei smontare uno di questi post?
Per far vedere quanto son bravo a sollevare obiezioni e menar fendenti?
Che cazzo, mi s’incrociano gli occhi.
Scrivono ogni santo giorno di quanto il paese sia martoriato dalla classe politico-clerical-industriale più corrotta del globo, delle loro sorridenti facce di teflon che vomitano stronzate sapendo di farlo, e cosa chiedono a chi crede di essere un “blogger di talento” (cit.)?
Distruggere un post qualsiasi, a scelta, magari non conta nemmeno l’argomento, basta saper attaccare e far sì che il proprio punto di vista finisca per sopraffare quello del bersaglio.
In tal caso potete anche smettere di sorridere quando pensate all’accezione bonaria di parole come “canaglia” o “talent show”, perché state sorridendo seduti sulla sponda opposta.
Io non affilo proprio un cazzo, voglio poter esser pacato, senza che chi ignora il significato della parola mi creda poco appassionato.
Certo, potrà anche essere un modo di testare la mia abilità “tecnica”, ma per “demolire” qualcosa devo crederci, non alzo i toni solo perché posso.
Funziona come con lo stereo: alzi il volume al massimo e riesci a coprire la musica del vicino, ma adesso il tuo impianto gracchia, alla fine né tu né il tuo vicino vi siete goduti la canzone.
E probabilmente hai danneggiato pure le casse.